I Laghi delle Marche: tra natura, sviluppo delle comunità e leggende

Le Marche sono una terra di paesaggi meravigliosi, dove i numerosi laghi offrono atmosfere incantevoli e un patrimonio storico unico, che ci racconta l’evoluzione delle comunità.

In questo articolo esploreremo i principali specchi d’acqua della regione evidenziandone le caratteristiche, la storia e le leggende, per offrire una guida completa sui laghi delle Marche.

Ne ho parlato anche su Instagram: guarda il reel


Lago di Fiastra

Il Lago di Fiastra è una vera e propria perla nascosta nel cuore delle Marche, che racconta una storia di cambiamento e crescita della comunità.

Fu infatti creato negli anni ‘50 con la costruzione di una diga sul fiume Fiastrone per fornire di energia elettrica la Vallata.

La nascita del lago ha contribuito allo sviluppo della comunità locale, trasformando il territorio e offrendo nuove opportunità economiche e turistiche.

Il lago di Fiastra si trova nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini ed è divenuto con il tempo un vero punto di riferimento per tutti gli amanti della natura e delle attività all’aria aperta.

Sentieri escursionistici, percorsi in mountain bike, pesca e sport acquatici richiamano tantissimi visitatori in cerca della destinazione perfetta per una giornata di relax, immersi in un paesaggio mozzafiato.


Lago di Castreccioni

Conosciuto anche come Lago di Cingoli, il bacino di Castreccioni ha una superficie di oltre 2 chilometri quadrati con una profondità massima di 55 metri. Rappresenta non solo il più grande bacino delle Marche, ma anche il lago artificiale più grande del centro Italia.

Fu realizzato negli anni 80 con la creazione di una diga sul fiume Musone, per la gestione delle risorse idriche. L’obiettivo era fornire acqua per uso irriguo e potabile oltre a regolare le piene del fiume.

Oggi è un’oasi naturalistica che ospita numerose specie di uccelli migratori e una vegetazione protetta.

La sua nascita ha portato a un grande sviluppo turistico per la zona con la creazione di strutture ricettive lungo le sue sponde.

E’ una meta molto apprezzata per chi cerca relax e attività all’aria aperta come pesca, escursioni a piedi o in bicicletta e sport acquatici come per gli amanti di canoa e pedalò.


Lago di Caccamo


Lago di Gerosa

Spostiamoci più a sud: a pochi chilometri da Montemonaco, troviamo il Lago di Gerosa.

Un bacino artificiale alimentato dal fiume Aso, situato a circa 650 metri di altitudine e creato negli anni ’80 grazie alla costruzione di una diga sul fiume Aso.

Il bacino si estende tra i comuni di Comunanza, Montemonaco e Montefortino, offrendo un paesaggio di rara bellezza.

Si tratta di un luogo perfetto per attività come canottaggio, pesca e passeggiate lungo sentieri ombreggiati da boschi dove è possibile ammirare una rigogliosa vegetazione composta da roverelle, carpini, castagni e pini d’Aleppo.

La ricca biodiversità della zona lo rende una meta imperdibile anche per gli appassionati di birdwatching.


Lago di Mercatale

Raggiungiamo ora le campagne pesaresi per parlare del lago di Mercatale. Si tratta di un bacino ancora poco conosciuto che unisce natura, ingegneria e storia.

Venne realizzato negli anni ‘50 per scopi irrigui, ai piedi del suggestivo borgo di Sassocorvaro, in provincia di Pesaro e Urbino.

Qui la natura incontra la storia, grazie alla vicinanza della Rocca Ubaldinesca, un’imponente fortezza rinascimentale progettata da Francesco di Giorgio Martini.

La zona offre sentieri panoramici ideali per passeggiate ed escursioni e le rive del lago sono perfette per un picnic, mentre gli appassionati di birdwatching possono avvistare diverse specie tra la vegetazione.

In estate, il lago diventa anche un punto di ritrovo per attività sportive all’aria aperta.

Oltre al paesaggio incantevole, questo luogo cela una storia molto interessante: durante la Seconda Guerra Mondiale, la Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro divenne un rifugio per migliaia di opere d’arte italiane, salvate dal saccheggio nazista grazie all’iniziativa del soprintendente Pasquale Rotondi.


Laghetto di Boccafornace

Siamo in provincia di Macerata, in una zona ancora poco battuta dal turismo di massa.

Il lago si trova vicino al borgo di Pievebovigliana dove la natura regna sovrana, regalando scorci mozzafiato in ogni stagione. Qui troviamo un piccolo ma delizioso laghetto molto vicino al centro storico.

Si tratta di un bacino artificiale alimentato da una sorgente carsica a flusso intermittente: questo significa che in alcuni periodi il livello dell’acqua si abbassa, svelando una piccola grotta nascosta.

Perfetto per una passeggiata ad anello, adatta anche ai bambini, il lago è un’oasi di tranquillità.

Lungo il percorso troverai delle installazioni artistiche create da Laura Salvi: si tratta di uno spunto di riflessione guidato dalle frasi incise sulla pietra, per riflettere sullo scorrere dell’esistenza.

Qui incontrerai anche papere e cigni e potrai nutrirli grazie a un apposito distributore installato dai volontari.


Lago di Pilato

La sua posizione solitaria e la sua origine glaciale hanno dato vita a numerose leggende.

Si narra che il lago prenda il nome da Ponzio Pilato, il celebre personaggio biblico, che avrebbe scelto questo angolo remoto per il suo esilio.

Altri racconti lo descrivono come luogo di ritrovo per streghe, maghi e creature oscure.

Ma non è solo la mitologia a renderlo speciale: il lago di Pilato è alimentato unicamente dallo scioglimento delle nevi e dall’acqua piovana: questo incide molto sulla sua forma e portata che purtroppo negli ultimi anni è notevolmente diminuita fino quasi a scomparire.

Raggiungere il lago è un’esperienza adatta a chi è già esperto di trekking e vuole mettersi alla prova con un sentiero di alta montagna, ricco di sfide ma anche di bellezze naturali.

Consiglio in ogni caso di rivolgervi a una guida esperta.

Il lago di Pilato è descritto come ”l’unico lago naturale delle Marche” e difatti lo è: fanno forse eccezione, ma si tratta di un caso particolare, i laghetti di Portonovo. Vediamo perchè.


I Laghetti di Portonovo si trovano a pochi passi dal mare nella Riviera del Conero.

Sono chiamati Lago Profondo e Lago del Calcagno (o Lago Grande).

Sembra che la loro origine sia dovuta a una grande frana avvenuta in tempo molto antichi che avrebbe intrappolato l’acqua marina creando una laguna costiera.

Da allora, l’area ha subito modifiche significative da parte dell’uomo: negli anni ’50 sono stati effettuati interventi per la valorizzazione turistica e per il controllo delle acque, modificando fortemente l’ecosistema naturale originario.

La loro esistenza è quindi il risultato di un processo dinamico di sedimentazione e invasione di acque dolci e salmastre, piuttosto che di un processo geologico naturale. Per questo motivo si tratta di un caso particolare.

Anche la natura dell’acqua che riempie i laghetti di Portonovo è una peculiarità che li differenzia dai laghi naturali, che tendono ad avere una sola fonte di alimentazione (fiume o sorgente dolce).

Questi laghetti contengono appunto acqua salmastra, una combinazione di acqua dolce (proveniente da sorgenti sotterranee) e acqua salata (proveniente dal mare), caratteristica che li rende particolari ma non tipica dei laghi naturali.

Nonostante ciò, aldilà delle definizioni, questi laghetti rappresentano un habitat di notevole interesse naturalistico che ospita diverse specie di flora e fauna come la canna di palude, il falasco e il giunco ma anche gallinella d’acqua, martin pescatore, germano reale e folaga.



In conclusione, i laghi marchigiani seppur quasi tutti artificiali rappresentano una grande ricchezza ambientale e un esempio di integrazione tra uomo e natura.

La loro nascita ha portato notevoli benefici alle comunità, specialmente in termini di innovazione, crescita e anche sviluppo turistico.

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